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Messa per Frère Tommaso

Santa Messa per il trigesimo di Frère Tommaso Paoloni.

Lunedì prossimo, 17 dicembre, alle ore 19.00 ci sarà nella Cappella del Collegio la S. Messa per il trigesimo dalla morte del nostro storico Assessore Frère Tommaso.

Come già, accennato, nel corso dell’anno, grati per quanto da lui fatto in oltre 40 anni in Associazione, proporremo iniziative atte a perpetuarne il ricordo, delle quali vi terremo opportunatamente e tempestivamente informati.
Dal Notiziario Anno IX -N. 1 – Novembre 2009

LETTERA APERTA
Caro Fratel Tommaso, i passi della storia personale di ognuno di noi li abbiamo fatti, abbiamo percorso i sentieri, segreti e non, della vita.
Abbiamo fatto tesoro delle sue indicazioni, dei suoi insegnamenti e di tutto ciò che è riuscito a trasmetterci con la severità e bonomìa insieme che caratterizzano la sua figura.
Chi siamo? Ma non ci riconosce? Siamo quell’esercito formato esclusivamente dai suoi ex-alunni. Già, gli ex-alunni, coloro che portano nella mente e nel cuore il ricordo, profondo e silenzioso, del loro “Frère di classe”.
Quanta ansia, quanta fatica ma anche quanta soddisfazione abbiamo provato quando eravamo seduti sui banchi del ginnasio mentre lei ci insegnava religione, italiano, latino e greco, con cultura profonda e fede sconfinata.
Erano i primi anni Settanta e lei aveva più o meno l’età che oggi abbiamo noi, sulla soglia dei cinquant’anni. Eppure Fratel Tommaso è sempre uguale, sempre presente nel Suo Collegio di Piazza di Spagna, tra gli alunni di oggi e quelli di ieri, da oltre quarant’anni. Un punto fermo per noi. Un punto di riferimento.
Soprattutto per alcuni ai quali la vita ha dato tante soddisfazioni ma anche tante trasformazioni, rivoluzioni, sofferenze… crescita, in una sola parola. Nel corpo e nello spirito, tra sogni e realtà. Alex Drew definisce i sogni come illustrazioni dal libro che la nostra anima sta scrivendo su di noi. Non si deve mai chiudere quel libro, i sogni svanirebbero come nebbia al sole, e senza sogni non si vive. Ma spesso gli stessi sogni diventano progetti che si realizzano, quei progetti dei quali oggi torniamo a parlare con lei, che ci ascolta con la stessa attenzione, la stessa, inconfondibile voce che quando tace si trasforma in quel suo sorriso quasi timido ma incredibilmente rassicurante.
Forse per lei qualcuno di noi rappresenta il risultato ben riuscito delle sue fatiche, ma per tutti noi, indistintamente, Fratel Tommaso rappresenta quel “Magister vitae” che ci ha guidato con sapienza ed affetto sui sentieri dell’adolescenza.
Grazie Frère, le siamo sinceramente grati. E grazie ancora per essere tutt’oggi presente nelle nostre vite, come allora, con signorile, immutata semplicità.
E le curiosità romane delle quali ci parlava, ricorda? I due grandi cipressi nella parte alta del cortile, come alberi in frak, custodiscono ancora l’edicola sacra ai loro piedi e ricordano il martirio di Angelo Targhini e Leonida Montanari, decapitati dalla ghigliottina pontificia di Leone XII nel 1825 nella vicina piazza del Popolo. E Trilussa, che nacque nel palazzo ad angolo tra piazza di Spagna e via del Babuino e fu alunno del Collegio? Tuttora al S. Giuseppe si conservano suoi scritti su pagine ingiallite dall’ala edace del tempo.
Chissà forse un giorno a qualcuno di noi potrebbe far piacere dire come Trilussa:
La strada è lunga ma er deppiù l’ho fatto
so dov’arivo e nun me pijo pena
c’ho er core in pace e l’anima serena
der savio che s’ammaschera da matto”.
Un forte, sincero abbraccio da
Filippo Maria Berardi 

… E RICORDI DI UN EX ALUNNO
Queste semplici parole sono il ricordo di cose di un tempo passato che mi ha lasciato un segno indelebile, quel segno che solo la pubertà riesce a destare nelle menti dei giovani e che, come tutte le fasi di transizione della nostra vita, viene vissuta con disagio ma ricordata con struggente nostalgia.
Sono un ex alunno del San Giuseppe De Merode che ha avuto la fortuna di incontrare nel suo percorso formativo un educatore superlativo che unisce ad una cultura umanistica che lascia stupefatti, una carica d’umanità che commuove ancora a distanza di tanti anni.
Tempo fa, prima di pensare di scrivere qualche paragrafo in ricordo dei bei tempi passati sui banchi del Ginnasio, al cospetto di uno dei miei primi Maestri di cultura e di vita, Frère Tommaso Paoloni, mi trovavo seduto a casa mia di fronte al telegiornale. Squillò il telefono e sentii una voce amica che mi salutava e mi ridestava grandi sensazioni ma che, sul momento, non riuscii ad identificare. Dopo qualche minuto l’interlocutore si presentò ed a quel punto sentii una grande gioia e mi resi conto di essere scattato all’impiedi senza alcun motivo, se non spinto da quel grande rispetto che solo i Veri Maestri riescono ad evocare, nonostante il trascorrere del tempo.
Ginnasio… ricordo che quando finii la terza media, che pure era stata dura per l’impegno profuso sui libri, avevo un certo timore reverenziale nei confronti di questo ciclo di studi classici che si stava profilando all’orizzonte di un giovane studente un po’ timido e timoroso delle novità. La stessa parola Ginnasio mi sembrava quasi lugubre e presaga di chissà quali fatiche scolastiche in aule buie, con finestre prive di orizzonte e bagnate perennemente dalla pioggia. A questa sensazione contribuiva il mio carattere, allora come ora, un po’ chiuso ed amante del passato. Questo stato d’animo cominciò a lasciare spazio al futuro proprio in quella meravigliosa aula del IV ginnasio con vista sulla Casina Valadier da un lato e sui tetti di Via Margutta dall’altro. Quante volte mi sono distratto guardando attraverso quelle antiche vetrate, durante le lezioni. Ma non divaghiamo perchè il cardine di quel periodo formativo, fatto di studi duri ed approfonditi era rappresentato proprio da Frère Tommaso che, con semplicità ed una certa dose di ironia creò quell’atmosfera di tranquillità che rese più leggero quel periodo. Credetemi se vi dico che la grammatica e la sintassi latine non ho più avuto bisogno di studiarle.
Grazie per tutto ciò che hai saputo donare e un caro abbraccio dal tuo allievo
Pierfrancesco Catasta

Intanto “Grazie Frère Tommaso del tuo esempio di vita!
Tutti coloro che, riconoscenti del tuo impegno, ti hanno voluto  bene.

7 pensieri su “Messa per Frère Tommaso

  1. Alla messa di Frère Tommaso non eravamo tanti, ma sicuramente buoni e i suoi ex-alunni, che non sono potuti venire, hanno partecipato spiritualmente da lontano.
    Penso e spero che nel corso del nuovo anno iniziative di un ricordo stabile della sua figura e di quanto ha fatto siano realizzate concretamente e magari con una maggiore partecipazione di tutti coloro che l’hanno conosciuto e amato.

  2. Che dire di Frère Tommaso? Che è stato il mio Maestro fino dalla Prima Elementare. Forse sono quello che lo conosce da più tempo….era l’anno 1945 e lui aveva appena 20 anni!! Mi ricordava spesso il primo giorno che mi vide arrivare in classe: Avevo in mano un mazzo di fiori che mi copriva totalmente. Quel ricordo lo faceva sempre sorridere e lo commentavamo spessissimo insieme. Poi, nella vita mi è stato sempre d’aiuto. Sempre una parola di incoraggiamento nei momenti difficili, per fare sempre meglio. Mi volle servire la S. Messa, in Collegio, il giorno del mio Matrimonio. Quel giorno c’erano tutti i miei Maestri di Vita.: Sua Eminenza Pappalardo, Monsignor Buro e non ultimo il nostro Grande Frère Tommaso.
    Grazie Tommaso, ti sarò grato sempre per quello che hai saputo darmi.
    Dovrei avere, da qualche parte, la pagella della prima Elementare con le sue firme……

    1. Caro Cottini (Non so bene perche` ti chiamavamo cosi`, forse per il nome di un bar a Santa Maria Maggiore) ti ricordi di me? Ero nell’altra sezione come convittore, mentre tu eri esterno.
      Mi e` veramente dispiaciuto di Tommaso con il quale, conservando l’abitudine assunta nei primi anni delle elementari, avevo continuato a darmi del tu sino al conseguimento della maturita`. Da vero figlio della maremma aveva un carattere schivo, ma profondamente generoso; era molto colto, ma ben lontano dagli autocompiacimenti alla Siro Ferrante; era apparentemente mite, ma capace di ottenere obbedienza e rispetto senza dover ricorrere alle apocalittiche scenate alla Bazooka o alla Natalino De Rossi.
      E` l’ultimo dei nostri freres ad andarsene o forse e` ancora vivo suo cugino Mario Biritognolo in arte ” frere Manlio”.
      Abbiti un senescente ma caldo saluto da
      Luigi Formica

  3. Ho appreso con ritardo la triste notizia della morte del caro Fratel Tommaso, mio grande Maestro di vita, i cui insegnamenti sono stati le fondamenta della mia vita da studente, marito e padre. Mi mancheranno le telefonate il giorno del mio compleanno e la sue premurose domande circa il mio lavoro , la mia famiglia ed i mie figli.
    Grazie Fratel Tommaso, ti abbraccio affettuosamente ….non dimenticherò mai i tuoi insegnamenti!!
    Tuo Luigi Fierro

  4. Ho conosciuto Fratel Tommaso in prima elementare nel lontano 1945. Il Frère di classe, per il primo anno in una classe sopra l’atrio, mi ricordo gli attaccapanni bassi lungo il corridoio e il mio braccio destro quasi rotto (frattura al legno verde, come diceva mia madre)…
    Ho anche una foto di una premiazione nel quadrportico dove lui sorveglia tutti noi schierati e chiacchieroni sul grande palco montato per l’occasione..
    Sono stato per 13 anni nella scuola San Giuseppe e Istituto De Merode poi ci siamo persi di vista.
    L’ho incontrato per l’ultima volta l’altro anno per la cena del Solstizio 2012, (67 anni…) poi ho letto della sua morte…
    Tutti Frères che ho conosciuto sono andati…, ma come diceva bene Trilussa nel passo citato:
    ““La strada è lunga ma er deppiù l’ho fatto
    so dov’arivo e nun me pijo pena
    c’ho er core in pace e l’anima serena
    der savio che s’ammaschera da matto”
    E’ veramente stata lunga, per tutti noi, Frères e alunni…
    La scuola mi (ci) ha segnato veramente, una buona scuola…, dei bravi Frères, dei buoni ricordi…, un cuore in pace e dolci rimembranze…
    Un caldo saluto a chi è andato e a chi c’è ancora!
    Carlo Cruciani

    1. E come no! Vi ricordo tutti e due, Carlo e Luigi. Vi abbraccio caramente. Ricordo anche il braccio ingessato di Carlo, tanti tanti anni fa….

  5. Frere Manlio (Mario Biritognolo) era un cugino di mio padre abitavamo nel vicolo dei gelsi a Bolsena dove abitava anche Frere Tommaso io frequentavo le scuole elementari a Bolsena ed erano quelle del le scuole Cristiane di S.G. Battista Della Salle.
    Quando veniva a Bolsena ci incontravamo ogni giorno e poi veniva nella mia classe almeno una volta o due per salutarmi.
    Ricordi tanti e belli.

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