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FINESTRE di MEMORIA: un ricordo di Frère TEODORO

Dritto con la schiena, giovanotto! Quando ero adolescente indulgevo spesso in posizioni poco ortodosse quando, chino sui libri, cercavo di assimilare concetti e nozioni con insaziabile volontà, alla fioca luce di lampade casalinghe che spandevano bagliori quasi funerei ma alle quali la mia povera mamma era quasi devota, amando quell’atmosfera soffusa che riteneva languidamente elegante e che nessuno di noi aveva il coraggio di porre in discussione.

In quel periodo passai dal Ginnasio al Liceo Classico e ricordo una grande preoccupazione all’idea di dover affrontare materie come il Greco che, in particolare, mi pareva assolutamente inestricabile e misterioso. Arrivò finalmente il grande giorno e fece il suo ingresso in aula Frère Teodoro che, preceduto da una fama di estremo rigore e severità, iniziò facendo un giro, oggi si direbbe “di tavolo”, per conoscere un po’ noi studentelli che, da allora, saremmo stati identificati con il numero progressivo riportato nel registro di classe.

Passarono quei pochi anni tra le alterne vicende tipiche del rendimento scolastico, e tra segnali sfumati che mi fecero capire di avere di fronte non solo un insegnante ma soprattutto un maestro di lealtà, signorilità ed eleganza. Era un Tedesco e, come è caratteristico del suo popolo, non si concedeva troppe libertà e teneva in grande considerazione il rispetto umano e il ruolo gerarchico ricoperto dai membri della società.

Arrivò il giorno della maturità e uscito dall’esame di Greco andai al bar del Collegio. Egli mi aspettava per avere notizie, guardai i suoi occhi azzurri senza timore, era la prima volta, cercai di tenere la schiena più dritta che potessi, gli strinsi la mano, ci salutammo e mi augurò di avere fortuna nella vita chiamandomi per la prima e unica volta con il mio nome.

Grazie Frère!

Pier Francesco Catasta

3 pensieri su “FINESTRE di MEMORIA: un ricordo di Frère TEODORO

    1. Condivido pienamente il disegno fatto di Frere Teodoro, anche io ho un bellissimo ricordo: una persona onesta e generosa, capace anche di accompagnarci in birreria in un momento di svago e di condivisione

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